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La Funivia di Trento

 

La funivia che oggi collega Trento con Sardagna, un paese adagiato nell'ampia balconata che taglia a metà il monte Bondone, venne aperta al pubblico il 4 agosto del 1925. Era un giorno feriale eppure il movimento dei turisti fu molto intenso. Antonio Prenzalore, vivace cronista del tempo, non senza una certa iperbole, ce la descrive come " la prima funivia del mondo per arditezza ". Prima di allora gli abitanti di Sardagna, circa 700, dovevano scendere in città per una strada ripida, che affrontava il dislivello di 300 metri. Quì abitava anche Luigi De Gasperi ed era anche guardia forestale del piccolo paese di mezza montagna. Possedeva qualche terreno, che gli permetteva di arrotondare lo stipendio di dipendente pubblico. Ma anche questo non bastava. Perciò ogni mattina di buon ora Luigi scendeva a Trento per comperare il pane fresco e poi rivenderlo ai suoi paesani. A Sardagna non esisteva ancora il forno e il pane fragrante di cottura potevano permetterselo solo le persone benestanti. Di Luigi De Gasperi non si conosce più nulla, la sua figura, come quella di tanti altri, viene ricordata per alcune generazioni dai familiari o da qualche amico, poi il ricordo si sbiadisce nel tempo, è la storia della gente comune. Questo personaggio però esce

 

La Funivia vista dalla sponda destra dell'Adige, Trento

 

dall'anonimato in quanto è il nonno di Alcide. Si tratta, di un modesto impiegato pubblico, che doveva arrangiarsi con altri mestieri ed espedienti per campare con la famiglia. Oggi quel paesino è diventato grande e abbastanza popolato e gli abitanti prendono la funivia come noi prendiamo l'autobus in città, comprano il biglietto o fanno l'abbonamento recandosi giornalmente a Trento e riutilizzando il biglietto orario sui pullman di città con un notevole risparmio di tempo." Aggrappata al filo sottile di un ragno gigantesco, la funivia è come la macchina del tempo che ci introduce in un solo balzo ai misteri nascosti del monte Bondone ".

 

La Funivia arriva in stazione sualla sponda destra dell'Adige, Trento

 

E' il Bondone di quelli di Sardagna che hanno perso i loro orsacchiotti, e quindi le gite domenicali dei cittadini, ma che hanno mantenuta intatta la loro funivia, un vero e proprio ascensore che fa loro giustamente credere di abitare nell'attico di Trento. E anche quì Bondone, ricordi e profumi di polente domenicali, urla e litigi dei bambini che giocano al pallone e di radioline portatili che gracchiano a turno musiche anni Sessanta e voci concitate dei primi radiocronisti che raccontano il calcio minuto per minuto. E' il Bondone di qualche anno fa non molto dissimile da quello di questi giorni, grazie alla Funivia.

 

La funivia sospesa sopra la chiesa di San Apollinare, Trento

 

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